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Coniglio alla cacciatora tenero e saporito, ricetta della nonna

Filomena Marchetti 8 giugno 2026
Coniglio alla cacciatora ricetta della nonna: succulenti pezzi di coniglio con olive, pomodorini e rosmarino, un classico sapore di casa.

Indice

Quando il coniglio resta asciutto o ha un sapore troppo intenso, quasi sempre il problema sta nella cottura o nella preparazione iniziale. Qui trovi una versione casalinga del coniglio alla cacciatora, ispirata alla ricetta della nonna, con dosi precise, tempi, varianti regionali e accorgimenti per ottenere carne morbida e un fondo saporito.

La versione rustica che porta in tavola un coniglio tenero e profumato

  • Dosi per 4 persone con circa 1,2-1,4 kg di coniglio già tagliato.
  • Cottura lenta per 60-75 minuti, indispensabile per ammorbidire la carne.
  • Rosolatura iniziale ben fatta per sviluppare sapore e mantenere i succhi.
  • Vino bianco, rosmarino, aglio e olive sono la base più riconoscibile della preparazione.
  • Riposo di 10 minuti prima di servire per rendere il fondo più armonioso.

Il carattere della ricetta della nonna

Il coniglio alla cacciatora non è una ricetta unica e immutabile. In Toscana, Lazio, Umbria e in diverse zone del Sud cambiano il vino, la presenza del pomodoro, l’uso dell’aceto e perfino il tipo di olive. La versione che propongo è quella che considero più equilibrata per la cucina di casa: rosolatura intensa, profumi mediterranei e cottura dolce in un fondo leggermente ristretto.

Il termine “alla cacciatora” richiama una cucina rustica, costruita con ingredienti semplici e facilmente disponibili. Non servono salse elaborate: il sapore nasce dal coniglio ben dorato, dal soffritto e dal liquido aggiunto poco alla volta. Personalmente preferisco usare il pomodoro senza esagerare, perché deve accompagnare la carne e non coprirne il gusto delicato.

La marinatura non è obbligatoria, ma può aiutare quando il coniglio ha un profumo molto marcato. In quel caso lo lascio per 1-2 ore in frigorifero con vino bianco, uno spicchio d’aglio e qualche rametto di rosmarino, poi lo asciugo con cura prima di rosolarlo.

Coniglio alla cacciatora ricetta della nonna in padella, con pomodoro, olive e basilico.

Ingredienti e dosi per quattro persone

Per questa preparazione scelgo un coniglio già tagliato in pezzi non troppo piccoli. La polpa è magra, quindi una quantità di circa 300-350 g a persona con osso permette di ottenere porzioni soddisfacenti anche dopo la cottura.

Ingrediente Quantità Indicazione pratica
Coniglio a pezzi 1,2-1,4 kg Meglio con cosce e sella incluse
Vino bianco secco 150 ml Una parte per sfumare, il resto per la cottura
Passata o polpa di pomodoro 250 g Ridurre a 150 g per una versione più “in bianco”
Olive nere o verdi 80-100 g Denocciolate se il piatto è destinato ai bambini
Cipolla 1 media Tagliata finemente
Aglio 2 spicchi Uno per il soffritto, uno per i profumi
Rosmarino e salvia 2 rametti e 4 foglie Legati insieme per rimuoverli facilmente
Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai Serve per una rosolatura uniforme
Sale e pepe Quanto basta Regolare il sale alla fine per via delle olive

Se il coniglio è particolarmente magro, aggiungo anche 50-60 g di pancetta a cubetti. Non è indispensabile, ma rende il fondo più ricco. Chi cerca un risultato più leggero può evitarla e usare un cucchiaio in più di olio, senza trasformare però la padella in un bagno di grasso.

Pomodoro, aceto o versione bianca

Il pomodoro dà colore e un fondo più morbido, mentre la versione bianca mette in risalto il profumo del rosmarino e del vino. Un cucchiaino di aceto di vino rosso aggiunto negli ultimi minuti crea una nota piacevolmente vivace, ma va usato con moderazione: un eccesso di acidità rende il piatto aggressivo.

Come preparare il coniglio alla cacciatora passo dopo passo

  1. Asciugare la carne. Tampono i pezzi con carta da cucina e li lascio a temperatura ambiente per circa 20 minuti. Se sono umidi, invece di dorarsi tenderanno a bollire.
  2. Preparare il fondo. Scaldo l’olio in un tegame largo e faccio appassire cipolla e aglio a fuoco medio per 6-8 minuti, senza bruciarli.
  3. Rosolare il coniglio. Aggiungo pochi pezzi alla volta e li faccio dorare su tutti i lati per circa 10 minuti complessivi. È il passaggio che, secondo la mia esperienza, cambia davvero il risultato.
  4. Sfumare con il vino. Verso il vino bianco e lascio evaporare la parte alcolica per 3-4 minuti. Non copro subito la pentola, altrimenti il vapore ricade sulla carne e indebolisce la rosolatura.
  5. Unire aromi e pomodoro. Aggiungo rosmarino, salvia, pepe e pomodoro. Mescolo il fondo e porto appena a ebollizione.
  6. Cuocere lentamente. Copro lasciando una piccola fessura e cuocio per 60-75 minuti a fiamma bassa. Giro i pezzi ogni 15-20 minuti e aggiungo poca acqua calda solo se il fondo si asciuga troppo.
  7. Completare con le olive. Le unisco negli ultimi 15 minuti, così mantengono meglio consistenza e profumo. Se le aggiungo all’inizio, possono diventare amare e troppo molli.
  8. Far riposare. Spengo il fuoco e lascio il coniglio nel tegame per 10 minuti. Il fondo si assesta e la carne risulta più succosa.

Il sugo deve risultare denso ma non asciutto. Se è troppo liquido, tolgo il coperchio negli ultimi 5-10 minuti; se invece è già ristretto prima che la carne sia pronta, verso qualche cucchiaio di acqua calda o brodo leggero.

Gli errori che rendono il coniglio asciutto

Cuocere tutto a fiamma alta

La fiamma vivace serve solo all’inizio, per la doratura. Durante la cottura vera e propria preferisco un calore dolce e costante, perché il coniglio contiene pochi grassi e si asciuga più facilmente rispetto a pollo o maiale.

Usare una pentola troppo stretta

I pezzi dovrebbero stare in un solo strato, con un minimo di spazio tra loro. In una casseruola affollata si forma troppo vapore e la carne non prende colore. Un tegame largo da 28-30 cm è sufficiente per le dosi indicate.

Aggiungere tutto il liquido subito

Il coniglio non deve nuotare nel vino o nel pomodoro. Il liquido dovrebbe arrivare a circa un terzo dell’altezza della carne, non coprirla. Questo permette di ottenere un fondo concentrato e impedisce al piatto di assumere una consistenza acquosa.

Salare senza considerare le olive

Olive e pancetta possono essere già saporite. Io metto poco sale all’inizio e correggo negli ultimi minuti, quando il fondo si è ristretto. È una piccola attenzione, ma evita uno degli errori più difficili da recuperare.

Se dopo 75 minuti la carne è ancora tenace, non aumento la fiamma. Aggiungo qualche cucchiaio d’acqua calda e proseguo la cottura per altri 10-15 minuti. La morbidezza dipende anche dall’età dell’animale e dalla dimensione dei pezzi.

Come servirlo e quale contorno scegliere

Il coniglio alla cacciatora dà il meglio di sé con contorni capaci di raccogliere il fondo. La scelta più tradizionale è il pane rustico, leggermente tostato, ma anche la polenta morbida funziona molto bene nei mesi freddi.

Contorno Quando sceglierlo
Patate arrosto Per un pranzo ricco e festivo
Polenta Quando il sugo è abbondante e intenso
Verdure grigliate Per alleggerire il piatto
Pane casereccio Per gustare fino all’ultima goccia di fondo

Per il vino sceglierei un bianco strutturato, come una Vernaccia o un Verdicchio, se la preparazione è delicata. Con pomodoro, olive e pancetta preferisco invece un rosso giovane e non troppo tannico. Il piatto può essere preparato anche con un giorno di anticipo: il riposo rende il sugo più profumato, purché venga raffreddato rapidamente e conservato in frigorifero.

Il giorno dopo il sapore diventa ancora più armonico

Conservo il coniglio in un contenitore chiuso per 2 giorni in frigorifero e lo riscaldo lentamente in padella, aggiungendo un cucchiaio d’acqua se il fondo si è rappreso. Evito il microonde alla massima potenza, perché tende a seccare la carne e a scaldarla in modo irregolare.

La regola che mi porto dietro da questa preparazione è semplice: pochi ingredienti, ma tutti trattati con attenzione. Una buona rosolatura, aromi dosati e una cottura paziente fanno più differenza di qualsiasi aggiunta speciale. È proprio questo equilibrio, rustico e misurato, a rendere il coniglio alla cacciatora una vera ricetta della nonna.

Domande frequenti

Servono 1,2-1,4 kg di coniglio a pezzi, 150 ml di vino bianco, 250 g di passata o polpa di pomodoro, 80-100 g di olive, una cipolla, due spicchi d’aglio, rosmarino, salvia e 4 cucchiai di olio. La pancetta è facoltativa e può essere aggiunta nella quantità di 50-60 g.

La carne va asciugata e rosolata in pochi pezzi alla volta, in un tegame largo, per circa 10 minuti complessivi. Dopo la sfumatura, la cottura deve proseguire a fiamma bassa per 60-75 minuti, con il liquido fermo a circa un terzo dell’altezza della carne. Se il fondo si asciuga troppo, si aggiunge poca acqua calda.

Le olive vanno unite negli ultimi 15 minuti, così conservano meglio consistenza e profumo. Il sale si regola verso la fine, perché olive e pancetta possono essere già saporite e il fondo si concentra durante la cottura.

Sì, il piatto può essere preparato anche il giorno prima. Va raffreddato rapidamente, conservato in un contenitore chiuso per massimo 2 giorni in frigorifero e riscaldato lentamente in padella, aggiungendo un cucchiaio d’acqua se il fondo si è rappreso.

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Autor Filomena Marchetti
Filomena Marchetti
Mi chiamo Filomena Marchetti e da 7 anni dedico la mia passione alla scoperta e alla condivisione delle meraviglie della Cucina Mediterranea. Il mio percorso è nato dalla curiosità di comprendere le radici profonde delle ricette, degli ingredienti che definiscono il nostro territorio e delle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Sul sito arancisrl.it, mi impegno a rendere accessibili questi saperi, spiegando con chiarezza i segreti di una cucina sana, gustosa e ricca di storia. Approfondisco ogni argomento con cura, verificando le informazioni e cercando sempre il modo più semplice per presentare concetti anche complessi, con l'obiettivo di offrire contenuti sempre utili, accurati e aggiornati.

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